Documento Programmatico Futurista #1

Lo scritto che verrà sarà frutto di una lenta stratificazione. Nasce tuttavia dalla esigenza di rileggere, con ironia (ed anche autoironia), dissacrante ed iconoclasta, le relazioni generali che accompagnano i piani regolatori di tutta Italia. In realtà si tratta non solo di piani regolatori, ma anche di Piani Strategici, di Masterplan, di Piani Guida, di Accordi di Programma, di Rapporti Preliminari e di tutta una congerie di strumenti dall’acronimo inquietante. In tutti questi documenti spesso si ripetono per pagine e pagine degli obiettivi ambiziosi e lungimiranti, talmente lungimiranti che non li vedremo mai. Spesso queste pagine sono copiate di sana pianta da altre relazioni, che provengono da altre città, da altre situazioni, realizzando quelle che io chiamo il C.I.S.: copia, incolla e … sbaglia!
Ormai lo facciamo un po’ tutti, giocando un ruolo delle parti a volte completamente assurdo: gli urbanisti non intendono sottrarsi ad una scrittura “alta”, ma autoreferenziale; gli amministratori hanno bisogno di rispecchiarsi in un documento che è più bello del libro dei sogni; i funzionari pubblici mal sopporterebbero, ormai, delle relazioni scritte in un italiano piano, con poche pagine asciutte, senza aggettivi e senza dissertazioni su tutte le discipline dello scibile umano. Siamo presi in questo gioco e ci siamo forse “incartati” da soli. Questo scritto che verrà è anche il tentativo di “togliere l’imballaggio”, come dice uno scrittore che amo molto (Paolo Nori), e di guardare le cose. Così.

Uno dei primi obiettivi (se non il primo), che tutti questi documenti fissano, è: riqualificare l’esistente.
Per noi il primo obiettivo sarà dunque: dequalificare l’esistente!

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