Nella terra

Nella terra, arata,
rovescio del mondo,
dove anche i capelli
si fanno ricordi,
dorme, finalmente
anche il suo cuore
e le mani, un tempo.
E lo sguardo azzurro.
Io sono restato
macchina d’oblio,
viltà verticale,
nebbia nella nebbia
come un treno fermo.
E senza motivo.

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Bosco d’autunno.
Si sente solo
il verso del ruscello.

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Ci sarà un giorno
lungo
una stagione, un anno, un sempre
pieno di neve.
Sarà neve grande,
esagona, senza fine,
che non passerà mai
il proprio manto,
in cui nessuno
attende.
Niente, sarà tutto
già accaduto.

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Vecchio aratro

Le zolle
ad una ad una
rivoltate senza tedio
dal cigolìo del vecchio
aratro

Il pettirosso
impavido
nella polvere
dei miei pensieri

E l’erpice
il sudore
il sole
fermo sulla schiena.

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Mari terrestri

Verde l’argento
e viene e va
sull’orzo discepolo
battuto dal vento.

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Giorni e giorni

Vestiti di fumo
presto alla corriera
verso Francesca, o Laura,
inarrivabili.

Ettari ed ettari
di letture scomposte
tra il cane, l’ombrello
e le pioggie vernine.

A sera la fiamma,
sui legni di fosso.

Poche bugìe
nel freddo stanziale.
Nonna in preghiera
e la civetta.

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