Questa piccola nota che segue intende mettere in evidenza il rapporto che c’è tra le nostre azioni e il fenomeno del cosiddetto consumo di suolo.
Partirò da alcune semplici e banali premesse, sulle quali occorre convenire per poter arrivare a una conclusione sensata.

1. Il nostro comportamento quotidiano influenza le tendenze generali. Se non si è d’accordo, inutile andare avanti. C’è gente che non compra certi biscotti perché contengono olio di palma. Altri boicottano Israele o esercitano il loro potere di spesa in modo da favorire o sfavorire determinate marche. Dunque credono che la loro azione possa cambiare qualcosa. Anch’io lo credo. Penso che nel piccolo ognuno possa fare qualcosa.

2. Le politiche insediative e localizzative di un Comune sono fatte spesso “a valle” delle dinamiche imprenditoriali e non viceversa. Il Piano regolatore di un Comune, oggi più che mai, è indirizzato a cogliere e favorire le iniziative economiche. Ikea orienta lo sviluppo del territorio più di quanto faccia il Comune con la sua pianificazione ordinaria. Se Ikea vuole stabilirsi su un territorio, riesce a far modificare il Piano regolatore, vuoi con procedure ordinarie, vuoi con procedure derogatorie (tutte legittime). Gli imprenditori edili che vogliono realizzare un insediamento residenziale spingono (legittimamente) affinché una certa zona diventi edificabile e un’altra, invece, no. Le infrastrutture, le strade, che consumano molto suolo (leggere bene il Rapporto ISPRA), vengono realizzate anche per servire nuove aree commerciali, artigianali, miste.

3. Ne deriva che il consumo di suolo è frutto del nostro comportamento. Se vogliamo una politica che occupi meno suolo occorre certo votare quel partito che si impegna a legiferare in materia. Dovremmo votare quel partito, quella coalizione che si impegna a impedire ulteriori politiche espansionistiche in tema di suolo. Ma c’è un ma. Se vogliamo difendere il suolo dobbiamo evitare di andare a abitare in quella casa nuova costruita 10 anni fa al limitare della campagna. Se vogliamo difendere il suolo dobbiamo tornare a vivere nel centro storico e nel tessuto adiacente. Dovremmo quindi vendere la nostra casa e cercare di densificare la città esistere. La stessa cosa va detta per chi fa acquisti nelle grandi strutturali, nate con procedimenti in variante al PRG, negli ultimi 20 anni. Ikea, Decathlon, Ipercoop, Leroy Merlin, vanno tutte boicottate. Gli acquisti vanno fatti nei negozi di vicinato. Il nostro comportamento porterà il legislatore a vietare nuovi insediamenti in aree agricole. Chi è contro il consumo di suolo dovrebbe astenersi dal passare per la variante di valico e un giorno non prendere l’Alta Velocità Torino Lione. Chi chiede di votare o di aderire a una petizione dovrebbe dare subito il buon esempio. 

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About the Author bmbarch

Architetto. Esploratore.

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