Penso che vogliano uccidermi. Che vogliano uccidere i miei figli, mia moglie. E poi che vogliano uccidere anche te, i tuoi figli, tua moglie.

Penso che tra me e quell’uomo che era a Parigi non c’è molta differenza. Ieri è toccato a lui: domani sarà il mio turno e poi il tuo.

A me non importa che qualcuno faccia distinzione tra terrorismo e guerra. Per me è guerra. E’ semplice: persone motivate, pagate, coordinate, organizzate, pianificano azioni in cui uccidere civili. E lo fanno. Se vi piace di più potete chiamarlo terrorismo. Io dico che se uno Stato uccide cittadini di un altro Stato, questo si chiama guerra. Potete continuare a chiamarlo terrorismo: non sono un puro formalista. A me basta che qualcuno faccia qualcosa per impedire altri massacri. Questo qualcuno si chiama Stato, se ancora ci vogliamo credere. Decida dunque lo stato quali sono le misure necessarie: chiusura delle frontiere, leggi di polizia interna, ecc. Io gli dò la mia delega, fino a pagarlo perché armi i nostri soldati e li mandi a fare la guerra all’altro Stato.

Ma noi abbiamo paura di dire queste cose e lasceremo che uccidano i nostri figli e le nostre mogli, pur di non confessarlo.

Perché ci uccidono? Motivazioni economiche?

Chi crede che questi ci uccidano a causa degli sporchi traffici del petrolio e delle armi, dovrebbe da subito smettere di alimentare questo traffico, vendendo la sua auto e staccando il suo frigo. Anche qui non è facile, però  è semplice. Non si può pretendere di vivere con il tenore di benessere attuale, immaginando che questa abbondanza di energia cada dal cielo come la manna. Il tuo frigorifero è pieno e funziona perché qualcuno, da qualche parte, ha estratto petrolio. Non parliamo poi di viaggi, di turismo, di concerti. Vogliamo fare un bilancio energetico di quanto costa un concerto di una rockstar? Di quanto petrolio si consuma?  Ma se volete il frigo pieno, qualcuno deve estrarre petrolio, da qualche parte.

A me pare poi che i nostri soldi non abbiano peggiorato le loro condizioni. Le nostre condizioni sono migliorate. E anche le loro. Troppa disparità? Forse. Questo li autorizza a ucciderci?

Ammazzare civili indifesi in un altro Stato non credo che possa essere assimilato ad una sorta di rivendicazione sindacale. E non credo che uccidere persone in occidente farà migliorare la loro condizione economica. Non credo dunque che le motivazioni siano economiche.

Ma se non sono economiche sono di qualche altro tipo. Gridano “Allah è grande!” quando uccidono. Questo è un fatto.  Io non sono in grado di fare una lettura completa del Corano e capire se questi sono solo dei fanatici che leggono alla lettera il Corano come noi leggevamo l’Antico testamento 1000 anni fa. Se questo Islam moderato esiste dovrebbe forse fare qualcosa di più che tacere. Finora non si è visto un granché, francamente. Altrimenti per l’integrazione possiamo aspettare 1000 anni: io non ho fretta.  I terroristi non si possono integrare. I soldati non si possono integrare. Al massimo si fanno prigionieri. Punto. Non è difficile.

Non volete dire motivazioni religiose? Preferite ideologiche? Ok: ideologiche. Che vogliamo fare, allora? Li lasciamo fare perché è una follia ideologica? E’ più bello morire così?

Le anime belle del pacifismo all’acqua di rose dicono che l’integrazione deve essere vista come un processo di arricchimento. Voglio capire come  pensano di integrare la nostra cultura e i nostri valori con i loro, partendo da un altro fatto: io non voglio rinunciare a niente per integrarli. Questa è la mia cultura: a me piace.

Devo rinunciare al crocefisso per inchinarmi verso la Mecca? C’è un grande vantaggio in questo? Io voglio essere gay, transessuale, voglio fare vignette oltraggiose su Gesù, Allah e Confucio. Voglio che mia moglie possa divorziare e risposarsi. Voglio anche non andare a messa, se non mi va. Voglio che mia figlia possa girare a volto e seni scoperti, se vuole, senza che nessuno la uccida per questo. Voglio andare alle mostre d’arte in cui c’è il nudo. Voglio bere un buon Lambrusco, e ubriacarmi, di tanto in tanto. Voglio mangiare il maiale, la tartaruga, la scimmia, il cane, il gatto. Voglio dei giusti processi. Voglio che nessuno sia condannato a morte.   Solo per citare alcune cose del nostro mondo occidentale (schifoso, brutto, capitalistico, ipocrita, ecc.). Sei disposto a rinunciare a queste libertà per integrarli? Io no. Queste libertà sono una ricchezza, sono LA ricchezza.  Arricchimento significa, per me, ampliare questa ricchezza, e non imparare  a cucinare il montone.  Se l’integrazione richiede una restrizione di queste libertà è solo un impoverimento, comunque la vogliamo chiamare.

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About the Author bmbarch

Architetto. Esploratore.

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