C’è un interessante passaggio in un recente intervento su Facebook di Luigi Prestinenza Puglisi in cui egli dice in sostanza che abbiamo bisogno di poetiche e non di teorie. La frase è una di quelle che “acchiappa”: l’immagine è forte e il messaggio passa. E’ vero: abbiamo bisogno di poetiche. Su questo concordo. Sulla premessa implicita (non detta, ma evidente), che la teoria e la poetica si escludano a vicenda, non concordo. Il punto da approfondire è capire appieno il rapporto che c’è tra teoria e poetica. Il mio punto di vista è forse più radicale, poiché affermo che non c’è una poetica senza una teoria. Che poi la poetica sia una Poetica è un altro discorso, ed esula da questo.
Ma una teoria, e cioè una riflessione sul mondo, sul ruolo dell’artista nel mondo, sul ruolo della tecnica rispetto al prodotto artistico, ecc. è sempre necessaria. Necessaria non nel senso di piena e cosciente volontà di sistematizzare i propri pensieri, bensì nel senso che è impossibile non averne una. Spesso l’artista non sa o non vuole dare compiutezza ai propri pensieri: ciò nonostante non può fuggire al fatto che egli ha dei pensieri circa un determinato argomento, che può metterli in fila più o meno bene (Theoria), e che in ogni caso qualcun altro può sempre “appiccicargli” addosso una teoria ex-post. Quella fa la differenza è il grado di coerenza interno ed esterno della teoria. Per grado di coerenza interno voglio dire, in sostanza, la coerenza che c’è nei vari pensieri dell’artista in relazione a un determinato tema. L’assenza di contraddizioni è un buon indicatore del grado di coerenza, in genere. Il grado esterno è la congruenza tra i suoi pensieri e le sue opere artistiche. Ci sono diversi casi in cui un artista ha una teoria A e una pratica artistica che invece presuppone B. Vado un po’ più avanti: la determinazione del grado di coerenza della teoria è essa stessa teoria.
Credo infatti che molti artisti e architetti contemporanei abbiano proprio scelto una teoria così “cedevole”, “inclusiva”, dove tutto è permesso, dove tutto è possibile. Il consente loro un grado di sperimentazione molto alto. Sul fatto che la sperimentazione debba essere necessariamente fatta, in ogni luogo, in ogni occasione, vorrei tornare in un prossimo intervento. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile fare deve essere fatto, insomma.

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Architetto. Esploratore.

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